Visualizzazione post con etichetta diritti dei bambini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritti dei bambini. Mostra tutti i post

venerdì 7 marzo 2014

Guerra in Siria: il video Shock di Save The Children

Una bambina felice, spegne le candeline nel giorno del suo compleanno. La sua casa è piena di amici, ci sono i suoi genitori e tutto sembra andare per il meglio. Un compleanno qualsiasi in un luogo qualsiasi.

Ma le cose cambiano. Nel giro  di pochi secondi il video virale promosso da Save The Children mostra come la guerra possa stravolgere la vita dei bambini. Il video mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla realtà che vivono i bambini siriani da tre anni a questa parte, da quando cioè è scoppiato il conflitto in Siria.



Il video ha registrato in 24 ore quasi 3 milioni e mezzo di visualizzazioni su Youtube.

Una vita normale e felice stravolta dalla brutalità della guerra, un dramma che  “solo perché non accade qui, non vuole dire che non stia accadendo”.

In questi tre anni la guerra in Siria ha ucciso più di diecimila bambini e ha colpito 9,3 milioni di persone, molte delle quali hanno dovuto abbandonare case e città per cercare rifugio nei Paesi limitrofi.


Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children, commenta così il video: “Questo video sta generando un momento collettivo di emozione e forte coinvolgimento sui social media. È uno strumento efficace che ci ricorda che quanto accaduto in Siria potrebbe accadere ovunque e come ognuna delle nostre vite tranquille potrebbe essere devastata dalla guerra e dalla sua inaudita violenza, esattamente come è successo a quella di tanti, troppi bambini siriani e delle loro famiglie

martedì 29 ottobre 2013

Sculacciare i bambini li rende più aggressivi



Sculacciare i bambini è dannoso e inutile. 

Un’idea che ha il sapore del buonsenso ma che viene adesso confermata da uno studio americano condotto dalla Columbia University. 

Michael MacKenzie e il suo team hanno seguito 1900 bambini nati in venti città degli Stati Uniti tra il 1998 e il 2000 e hanno preso in considerazione lo stile educativo imposto dai genitori a 3 e 5 anni.


In particolare i ricercatori si sono concentrati sull’abitudine dei genitori di sculacciare i propri figli. 

Ebbene, il 57% delle madri e il 40% dei padri hanno ammesso di aver sculacciato i bambini a tre anni; una percentuale che poi è scesa rispettivamente a 52% e 33% quando i bambini hanno computo 5 anni. 


Ma quali effetti hanno avuto questa sculacciate sullo sviluppo dei bambini?
McKenzie è riuscito a stabilire una connessione tra le sculacciate e lo sviluppo di una personalità dai tratti aggressivi

Come spiega su Pediatrics, i bambini che erano stati sculacciati a 5 anni manifestavano comportamenti più aggressivi degli altri ridotte capacità verbali e un vocabolario più povero una volta arrivati alla scuola elementare.


mercoledì 4 settembre 2013

Quanto ci vuole per adescare un bambino? 90 secondi

Siamo ormai convinte che nostro figlio non seguirebbe mai un estraneo.

Gli abbiamo ripetuto così tante volte che non si parla con gli sconosciuti e meno che mai che li si possa seguire che ormai sembra che possiamo stare tranquille.

Ma un'indagine assolutamente agghiacciante fatta da DayBreak in collaborazione con l'associazione Kidscape dimostra proprio il contrario e che mai possiamo abbassare la guardia e che è bene ribadire ai bambini che gli estranei non vanno seguiti in nessun caso, neanche se hanno una faccia apparentemente inoffensiva e sembrano persone perbene.



Ciò che accade in un parco pubblico inglese è davvero sconcertante: complici i genitori, ben nove bambini tra i 5 e gli 11 anni vengono avvicinati da uno sconosciuto che approccia con una scusa qualsiasi (da "ho perso il cane" a "mi aiuti a cercare mio figlio che gioca a nascondino") e in sette, dico sette, casi su nove i bambini lo seguono senza problemi, allontanandosi dalla zona di sicurezza.

I genitori dei bambini sono rimasti scioccati dalla facilità con la quale i loro figli, ai quali, proprio come facciamo noi con i nostri, avranno ribadito decine e decine di volte che con gli sconosciuti non si deve dare retta. E invece all'attore assoldato da Daybreak sono bastati novanta secondi per convincere quasi tutti i bambini coinvolti nell'esperimento a seguirlo lontano dai genitori.
E nessuno dei bambini sapeva di essere filmato.


Ecco il video che dimostra la facilità con la quale un estraneo può adescare un bambino

venerdì 29 marzo 2013

I litigi dei genitori danneggiano il cervello dei bambini

I genitori litigano e urlano davanti ai figli?
Non ci vuole uno studio ad hoc per immaginare quanto questo possa influenzare negativamente lo stato di benessere e l'equilibrio dei bambini.

Ma una ricerca condotta dall'Università dell'Oregon ha scoperto che i litigi dei genitori hanno effetti davvero molto pesanti sullo sviluppo cognitivo dei bambini e che anche se il bambino dorme, il tono delle voci, le grida e l'atmosfera negativa arriva fino a lui, anche quando è molto piccolo, compromettendone l'equilibrio e influendo negativamente sul suo cervello.

Per arrivare a questa conclusione gli studiosi Phil Fisher e Jennifer Pfeifer hanno studiato l'attività neurale di venti bambini di età compresa tra i 6 e i 12 mesi durante le fasi di veglia e di sonno e al tempo stesso hanno chiesto ai genitori di compilare un questionario finalizzato a valutare il livello di litigiosità della coppia all'interno delle mura domestiche o in presenza dei bambini.

Risultato: maggiore risultava essere il livello di conflittualità nella coppia e più elevata era la reattività del cervello del bebè in relazione all'ascolto delle voci dei genitori.

Ciò dimostra quindi, spiegano gli scienziati sulle pagine della rivista scientifica Psychological Science, che il litigio e il conflitto tra i genitori vengono compresi dal bambino, anche se è neonato, e il suo piccolo cervello diventa particolarmente reattivo nei confronti di toni di voce alterati.
Ciò influisce sullo sviluppo del suo cervello perchè lo studio mostra che ad attivarsi in risposta alle voci alterate dei genitori sono le aree del cervello che regolano lo stress e le emozioni.

giovedì 14 febbraio 2013

Bigenitorialità per legge o per amore

In caso di separazione ai genitori viene chiesto, da avvocati, giudici, società e familiari, di anteporre il bene dei propri figli ai propri bisogni.
E per bisogni intendiamo qualsiasi cosa: urgenza di soffrire platealmente per la separazione, inclinazione alla vendetta per chi ritiene di aver subito un torto, desiderio di rifarsi una vita e magari un’altra famiglia, propensione, soprattutto per il genitore affidatario e magari abbandonato, di riversare sui figli il bisogno di colmare la solitudine.

Insomma, i genitori che si separano non hanno vita facile, ma in fondo l’hanno scelto loro, a non aver scelto sono i bambini e a loro deve andare il principale pensiero.

Leggevo qualche tempo fa un comunicato in cui si ribadiva l’importanza del principio di bigenitorialità per i figli delle coppie separate: cioè il diritto di ogni bambino di avere rapporto affettivo stabile con entrambi i genitori e con entrambi i nonni.

Un principio in cui credo molto e che spesso torna alla ribalta soprattutto nelle liti giudiziarie per l’affidamento dei figli.
Dal 2006 in Italia c’è l’affido condiviso, significa che, in caso di conflitto, si suddividono  in modo equilibrato le responsabilità specifiche e la permanenza presso ciascun genitore, mantenendo inalterata la genitorialità di entrambi e tutelando quindi la relazione genitoriale con i figli (fonte: Wikipedia)

giovedì 7 febbraio 2013

I bambini in ospedale: meno paura e più gioco

Per un bambino essere ricoverato in ospedale, essere sottoposto ad anestesia o a un intervento chirurgico può essere un'esperienza molto difficile e traumatica.
Soprattutto perchè gli ospedali difficilmente sono accoglienti, caldi e offrono un ambiente a misura di bambino.

I pediatri hanno redatto pochi giorni fa un Codice del diritto del minore alla salute e ai servizi sanitari presentato al ministero della Salute. A redigere il documento è stato un gruppo di lavoro che si e' costituito nel 2008 per iniziativa dell'Istituto Nazionale per i Diritti dei Minori in collaborazione con pediatri, infermieri e Ospedali pediatrici.

Cosa si legge nel documento? Che i bambini hanno il diritto a giocare, riposare, leggere libri e ricevere istruzione, ma hanno anche diritto all'ascolto e alla partecipazione e quando sono ricoverati devono poter continuare a vedere il più possibile mamma e papà. 

giovedì 17 gennaio 2013

I ragazzi di oggi: cyber-bullismo e gioco d'azzardo

Il 95,7% degli adolescenti utilizza internet tutti i giorni. Tra questi, 1 su 6 per più di 4 ore. Se non avessero internet 2 su 3 (31,9%) sono convinti che si perderebbero qualcosa di più interessante della vita normale, 2 su 5 (38,4%) avrebbero paura di non riuscire a conoscere nuove persone, 1 su 5 (22%) si sentirebbe tagliato fuori dal gruppo di amici, 1 su 6 (17,2%) non riuscirebbe a trovare un partner.
E la dipendenza da internet è dietro l'angolo: al 68,7% capita di non riuscire a staccarsi dal web quando richiesto

I dati raccolti da Telefono Azzurro ed Eurispes sui bambini e gli adolescenti italiani fanno molto riflettere.

Da un lato ci sono i rischi e i pericoli che già conosciamo, ma dall'altro rischi legati alle nuove dipendenze che per spesso vengono sottovalutati.

La diffusione delle nuove tecnologie - dal compter ad una connessione ad Internet 24 ore su 24 - ha aperto la strada al cyberbullismo e a fenomeni nuovi, come il sexting: nel 2012 oltre un adolescente su 4, il 25,9%, ha ricevuto sms/mms o video a sfondo sessuale.

Nel 2011 era il 10,2%. Il 23,6% degli adolescenti è vittima di cyberbullismo: sulla rete ha trovato pettegolezzi o falsità sul proprio conto.

martedì 4 dicembre 2012

Stanza di isolamento in una scuola elementare

In America ne inventano sempre una nuova... e non sempre sono notizie edificanti.

Ana Bate è la mamma di una bambina di sette anni che frequenta la scuola elementare di Longview che ha postato su facebook la foto della "stanza di isolamento" che hanno installato all'interno della scuola.


La stanza è proprio come quella che si trova nei manicomi: è piccola, insonorizzata e ha pareti imbottite.


La Bate è inorridita di fronte alla notizia che ha appreso da sua figlia di essere stata messa in punizione seduta davanti alla stanza di isolamento, mentre tre bambini suoi compagni si sono succeduti uno dietro l'altro, condannati a scontare la loro pena.

E ha deciso di denunciare la cosa attraverso i social network.

mercoledì 7 novembre 2012

In aumento le violenze sui bambini

I casi di abuso fisico sui minori sono più che triplicati negli ultimi sei anni. E "la recessione economica aumenta il rischio di violenze sui minori", perché "la frustazione degli adulti si riversa sui più piccoli che diventano vittime innocenti del disagio".

E' l'allarme lanciato da Telefono Azzurro che ha presentato i dati raccolti nell'ultimo 'Dossier 2012 sull'Emergenza infanzia in Italia e nel mondo'.

Solo in 8 mesi, dal 1 gennaio al 31 agosto 2012, le segnalazioni al servizio 114 'Emergenza Infanzia' gestito da Telefono Azzurro sono aumentate del 3,9%, tanto che quasi una richiesta d'aiuto su cinque (il 17,1% del totale) e' per abuso fisico.
Quest'anno al servizio 114 sono arrivate in media circa 4 segnalazioni al giorno per violenze, abuso fisico e psicologico, maltrattamenti, 'inadeguatezza' genitoriale o difficolta' relazionali.
Migliaia di telefonate e una media di 115 casi trattati al mese. Nel 2006 le segnalazioni al 114 per abusi fisici erano il 5,2% del totale delle denunce. In pochi anni sono cresciute in modo esponenziale, passando all'11,3% nel 2010, al 13,2% nel 2011 e a un allarmante 17,1% nel 2012. Nello stesso arco di tempo e' inoltre raddoppiato il numero di denunce per casi di grave trascuratezza (5,7% nel 2006; 10,4% nel 2012).
Da gennaio 2006 - anno in cui il servizio 114 e' stato attivato a livello nazionale - al 31 agosto 2012 il servizio 114 ''Emergenza infanzia'' ha risposto a 10.526 richieste d'aiuto. Dal 2003 al 2005, periodo in cui la linea era attiva in via sperimentale solo in alcune regioni, ne erano giunte altre 933, per un totale di 11.459 casi gestiti in nove anni.

Il 17 e 18 novembre nelle piazze italiane sarà possibile sostenere l'attività di telefono Azzurro in favore dei bambini e contro la violenza sui minori, portando a casa una candela di Telefono Azzurro.




giovedì 17 maggio 2012

Bambini poveri: in Italia 1 su 4

Un bambino su 4 in Italia e a rischio povertà. Un dato allarmante che è contenuto nell'ultimo dossier "Il paese di Pollicino" di Save the Children.

Per sensibilizzare i politici e le istituzioni è stata lanciata una campagna "Ricordiamoci dell'infanzia". Un'azione urgente, motivata anche dal fatto che sembra che gli adulti si siano dimenticati dei bambini e delle loro necessità. "Altrimenti - scrive Save the children - il nostro Paese sarebbe già corso ai ripari di fronte ai dati drammatici che ci posizionano ai primi posti della classifica europea sul rischio povertà minorile, e alla loro escalation negli anni".

La percentuale di bambini a rischio povertà è tra le più alte d'Europa: lo è il 22,6% dei bambini e uno su 3 se si guarda ai piccoli con un solo genitore e i figli delle giovani coppie dove il rischio colpisce un minore su 2.

Colpisce il dato relativo ai figli di genitori under 35, magari con un solo genitore che lavora con un contratto precario: in questa fascia i bambini a rischio sono il 47,8%, un dato salito del 10% negli ultimi 15 anni. Nel sud e nelle isole il picco più alto: 40% dei bambini a rishcio nel Sud e il 44,7% nelle isole.

Per combattere il fenomeno cosa si fa? Poco o niente, denuncia Save The Children. L`Italia si colloca, infatti, agli ultimi posti in Europa per finanziamenti a favore delle famiglie, infanzia e maternità: 1,3% del Pil contro 2,2% della media europea. Leggendo questi dati c'è forse da stupirsi se molte coppie rimandano o addirittura rinunciano ad avere un figlio?

giovedì 16 dicembre 2010

Babbo Natale non esiste? Che non glielo dica un prete!



Leggo che Fabriciano Sigampa, arcivescovo di Resistencia, in Argentina, durante un’omelia ha pensato bene di dichiarare guerra a Babbo Natale e di rivelare ai bambini che “Babbo Natale è un grasso signore vestito di rosso frutto della fantasia e che è giusto che i bambini sappiano che i regali li fanno i loro genitori con i loro sforzi e con l'aiuto di Gesù".

Non so voi ma io mi sarei arrabbiata da morire. Tralasciando il fatto che se mio figlio deve sapere che Babbo Natale non esiste glielo dico io e non un prete durante l’omelia a tradimento, rivendico il diritto, in quanto adulta, di avere l’esclusiva sulla preoccupazione di come far arrivare i regali sotto l’albero la sera di Natale.
Insomma, i bambini vanno protetti da un mucchio di cose molto serie e drammatiche, ma a volte anche da persone saccenti che hanno probabilmente dimenticato (o forse mai vissuto) il sapore della magia e del mistero di Babbo Natale.
Arriverà il momento in cui i piccoli si accorgeranno che Babbo Natale non esiste e con questa scoperta se ne andrà una buona fetta della loro ingenuità e della loro capacità di credere alle magie.
Quindi perché non lasciare che le cose abbiano il loro corso naturale e non aspettare che il primo compagno di scuola un po’ più di esperienza rompa le uova nel paniere?

venerdì 19 novembre 2010

Dei diritti naturali e civili dei bambini



Siamo alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Infanzia. Il 20 novembre di ogni anno si celebra l’approvazione da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Convenzione sui diritti dell'infanzia.
Nel 1989 per la prima volta tutti gli Stati dell’ONU riconobbero e misero per iscritto che i bambini hanno dei diritti inalienabili e che tutti abbiamo l’obbligo di tutelarli.
Nel documento si legge, tra l’altro, che i che minori hanno "diritto alla vita, diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario, hanno diritto di esprimere la propria opinione e ad essere informati; i bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità, hanno il diritto di avere un'istruzione, hanno il diritto di giocare e il diritto ad essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso”.
Da allora sono trascorsi venti anni e l’Unicef ricorda che molto è stato fatto per tutelare i diritti dei piccoli e per sostenerli. Ma in alcune zone del pianeta le condizioni di vita dei bambini restano terribili e i dati ci raccontano che in Europa, un bambino su cinque è vittima di abusi o molestie sessuali.

Cercando in rete qualche risorsa sui diritti dei bambini mi sono imbattuta in un bellissimo elenco di Diritti Naturali di Bimbi e Bimbe, si tratta di un elenco di diritti naturali che vengono regolarmente calpestati a causa del nostro stile di vita e dell'habitat delle nostre città.

Diritto all’ozio: giornate super programmate e ricche di impegni in agenda rendono impossibile per i bambini abbandonarsi a un sano ozio creativo e al gioco.
Diritto di sporcarsi: in un mondo quasi sterilizzato (dove l’aumento delle allergie registrato negli ultimi ani è favorito anche da una continua igienizzazione degli ambienti dove vivono i bambini) i bambini rischiano di perdere il contatto con materiali naturali “altamente imbrattanti” ma molto divertenti come la terra, l’acqua, l’erba o la sabbia.
Diritto agli odori: il mondo rischia di uniformarsi ad un unico odore. Gli alimenti hanno tutti lo stesso odore, i luoghi sono disinfettati e i bambini non vengono più sollecitati ad affinare l’olfatto e a riscoprire il piacere di godere di un buon profumo o dell’odore della natura.
Diritto al dialogo: televisione, computer, videogiochi, la comunicazione rischia di diventare sempre più “a senso unico” mentre i bambini adorano raccontare, essere raccontati le storie e comunicare con i genitori. Riscoprire il tempo di dialogare con i bambini, di giocare con loro, di cenare a tv spenta permette di ricordarsi della bellezza insita nella comunicazione.
Diritto all’uso delle mani: giocare, manipolare, disegnare, costruire per sviluppare un’abilità perduta in un mondo di giochi preconfezionati: quella manuale.
Diritto a un buon inizio: mangiare cose buone e sane, bere acqua non inquinata, respirare aria pura. Insomma i bambini hanno il diritto di iniziare in un mondo pulito e sano e non in quello che gli abbiamo consegnato.
Diritto alla strada: le strade sono il regno dei motori e i bambini non hanno più la possibilità di vivere le piazze e il contatto con le persone.
Diritto al selvaggio: parchi gioco, giardinetti, giostrine, tutti gli spazi verdi destinati ai bambini sembrano preconfezionati. Ma i bambini adorano l’imprevisto e il contatto con la natura che riserva sempre sorprese inaspettate. Quindi hanno il diritto di scoprire luoghi non modificati dall’uomo e che conservano una vena selvaggia.
Diritto al silenzio: che mondo rumoroso il nostro! I bambini vengono continuamente sollecitati dai rumori e dai suoni e non imparano ne apprezzano il silenzio.
Diritto alle sfumature: colori e luci accecanti. Le nostre città sono perennemente illuminate a giorno e i bambini spesso non godono mai dei colori tenui e poetici di un tramonto o di una notte con la luna piena.

Questo elenco commovente di diritti naturali è opera di Gianfranco Zavalloni.