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martedì 29 ottobre 2013

Sculacciare i bambini li rende più aggressivi



Sculacciare i bambini è dannoso e inutile. 

Un’idea che ha il sapore del buonsenso ma che viene adesso confermata da uno studio americano condotto dalla Columbia University. 

Michael MacKenzie e il suo team hanno seguito 1900 bambini nati in venti città degli Stati Uniti tra il 1998 e il 2000 e hanno preso in considerazione lo stile educativo imposto dai genitori a 3 e 5 anni.


In particolare i ricercatori si sono concentrati sull’abitudine dei genitori di sculacciare i propri figli. 

Ebbene, il 57% delle madri e il 40% dei padri hanno ammesso di aver sculacciato i bambini a tre anni; una percentuale che poi è scesa rispettivamente a 52% e 33% quando i bambini hanno computo 5 anni. 


Ma quali effetti hanno avuto questa sculacciate sullo sviluppo dei bambini?
McKenzie è riuscito a stabilire una connessione tra le sculacciate e lo sviluppo di una personalità dai tratti aggressivi

Come spiega su Pediatrics, i bambini che erano stati sculacciati a 5 anni manifestavano comportamenti più aggressivi degli altri ridotte capacità verbali e un vocabolario più povero una volta arrivati alla scuola elementare.


venerdì 29 marzo 2013

I litigi dei genitori danneggiano il cervello dei bambini

I genitori litigano e urlano davanti ai figli?
Non ci vuole uno studio ad hoc per immaginare quanto questo possa influenzare negativamente lo stato di benessere e l'equilibrio dei bambini.

Ma una ricerca condotta dall'Università dell'Oregon ha scoperto che i litigi dei genitori hanno effetti davvero molto pesanti sullo sviluppo cognitivo dei bambini e che anche se il bambino dorme, il tono delle voci, le grida e l'atmosfera negativa arriva fino a lui, anche quando è molto piccolo, compromettendone l'equilibrio e influendo negativamente sul suo cervello.

Per arrivare a questa conclusione gli studiosi Phil Fisher e Jennifer Pfeifer hanno studiato l'attività neurale di venti bambini di età compresa tra i 6 e i 12 mesi durante le fasi di veglia e di sonno e al tempo stesso hanno chiesto ai genitori di compilare un questionario finalizzato a valutare il livello di litigiosità della coppia all'interno delle mura domestiche o in presenza dei bambini.

Risultato: maggiore risultava essere il livello di conflittualità nella coppia e più elevata era la reattività del cervello del bebè in relazione all'ascolto delle voci dei genitori.

Ciò dimostra quindi, spiegano gli scienziati sulle pagine della rivista scientifica Psychological Science, che il litigio e il conflitto tra i genitori vengono compresi dal bambino, anche se è neonato, e il suo piccolo cervello diventa particolarmente reattivo nei confronti di toni di voce alterati.
Ciò influisce sullo sviluppo del suo cervello perchè lo studio mostra che ad attivarsi in risposta alle voci alterate dei genitori sono le aree del cervello che regolano lo stress e le emozioni.

giovedì 14 febbraio 2013

Bigenitorialità per legge o per amore

In caso di separazione ai genitori viene chiesto, da avvocati, giudici, società e familiari, di anteporre il bene dei propri figli ai propri bisogni.
E per bisogni intendiamo qualsiasi cosa: urgenza di soffrire platealmente per la separazione, inclinazione alla vendetta per chi ritiene di aver subito un torto, desiderio di rifarsi una vita e magari un’altra famiglia, propensione, soprattutto per il genitore affidatario e magari abbandonato, di riversare sui figli il bisogno di colmare la solitudine.

Insomma, i genitori che si separano non hanno vita facile, ma in fondo l’hanno scelto loro, a non aver scelto sono i bambini e a loro deve andare il principale pensiero.

Leggevo qualche tempo fa un comunicato in cui si ribadiva l’importanza del principio di bigenitorialità per i figli delle coppie separate: cioè il diritto di ogni bambino di avere rapporto affettivo stabile con entrambi i genitori e con entrambi i nonni.

Un principio in cui credo molto e che spesso torna alla ribalta soprattutto nelle liti giudiziarie per l’affidamento dei figli.
Dal 2006 in Italia c’è l’affido condiviso, significa che, in caso di conflitto, si suddividono  in modo equilibrato le responsabilità specifiche e la permanenza presso ciascun genitore, mantenendo inalterata la genitorialità di entrambi e tutelando quindi la relazione genitoriale con i figli (fonte: Wikipedia)

giovedì 17 gennaio 2013

I ragazzi di oggi: cyber-bullismo e gioco d'azzardo

Il 95,7% degli adolescenti utilizza internet tutti i giorni. Tra questi, 1 su 6 per più di 4 ore. Se non avessero internet 2 su 3 (31,9%) sono convinti che si perderebbero qualcosa di più interessante della vita normale, 2 su 5 (38,4%) avrebbero paura di non riuscire a conoscere nuove persone, 1 su 5 (22%) si sentirebbe tagliato fuori dal gruppo di amici, 1 su 6 (17,2%) non riuscirebbe a trovare un partner.
E la dipendenza da internet è dietro l'angolo: al 68,7% capita di non riuscire a staccarsi dal web quando richiesto

I dati raccolti da Telefono Azzurro ed Eurispes sui bambini e gli adolescenti italiani fanno molto riflettere.

Da un lato ci sono i rischi e i pericoli che già conosciamo, ma dall'altro rischi legati alle nuove dipendenze che per spesso vengono sottovalutati.

La diffusione delle nuove tecnologie - dal compter ad una connessione ad Internet 24 ore su 24 - ha aperto la strada al cyberbullismo e a fenomeni nuovi, come il sexting: nel 2012 oltre un adolescente su 4, il 25,9%, ha ricevuto sms/mms o video a sfondo sessuale.

Nel 2011 era il 10,2%. Il 23,6% degli adolescenti è vittima di cyberbullismo: sulla rete ha trovato pettegolezzi o falsità sul proprio conto.

martedì 4 dicembre 2012

Stanza di isolamento in una scuola elementare

In America ne inventano sempre una nuova... e non sempre sono notizie edificanti.

Ana Bate è la mamma di una bambina di sette anni che frequenta la scuola elementare di Longview che ha postato su facebook la foto della "stanza di isolamento" che hanno installato all'interno della scuola.


La stanza è proprio come quella che si trova nei manicomi: è piccola, insonorizzata e ha pareti imbottite.


La Bate è inorridita di fronte alla notizia che ha appreso da sua figlia di essere stata messa in punizione seduta davanti alla stanza di isolamento, mentre tre bambini suoi compagni si sono succeduti uno dietro l'altro, condannati a scontare la loro pena.

E ha deciso di denunciare la cosa attraverso i social network.