
Quando ero incinta ascoltavo un sacco di musica.
Non amo particolarmente la musica classica ma avevo letto ovunque che il piccolo che cresceva dentro la mia pancia l’avrebbe gradita molto, quindi mi sottoponevo a ore di ascolto di Vivaldi, Mozart e Bach mentre lavoravo o leggevo. In effetti il piccolo sembrava essere contento, si muoveva, rispondeva alle sollecitazioni ed era tranquillo.
Spesso alle mamme in attesa viene consigliato di ascoltare musica classica e leggo che in un congresso della Federazione Italiana di Ostetricia e Ginecologia si è discusso anche di questo tema.
Gli esperti che si sono riuniti a Torino hanno convenuto su un punto: la musica fa certamente bene al feto , ma alcuni tipi di musiche fanno bene ancor di più.
Se ci accingiamo a realizzare una track list con i brani che vogliamo far ascoltare al nostro bimbo mettiamo in pole position Vivaldi e Mozart, perché sembrano avere un effetto calmante, ed evitiamo brani di Beethoven e Brahms che innervosiscono il pupo.
I ginecologi sono anche d’accordo sul considerare la voce materna come il suono più amato dal feto. Come a dire, invece che ascoltare la musica magari preferirebbe che gli raccontassimo qualcosa.
Come hanno fatto questi esperti a giungere a queste conclusioni, direte voi?
Risposta semplice: grazie alle moderne tecnologie a ultrasuoni sono stati in grado di osservare il feto mentre ascoltava diversi tipi di musiche e suoni e hanno stilato l’hit parade dei pezzi più amati. Ecco, allora, che se ascolta Mozart il suo respiro si fa più regolare e i suoi movimenti più armonici, mentre se ascolta Stravinskj gli prende un colpo e si agita.
Non vi dico come si arrabbia se gli facciamo ascoltare musica rock a manetta.
Ma cosa sente nostro figlio nella suo mondo ovattato?
Un feto sente suoni e rumori sin dalle prime settimane di vita intrauterina e per lui tutto può potenzialmente trasformarsi in musica. Praticamente vive un concerto perpetuo.
Il cuore della mamma batte come un tamburo, il liquido della placenta, le pareti uterine, i rumori esterni suonano un concerto che lo accompagna fino alla nascita.
Molti si dicono certi che i neonati che non riescono a dormire di notte nelle prime settimane di vita soffrano proprio del silenzio.
Un silenzio pauroso che si presenta da un momento all’altro, inaspettato, dopo mesi di suoni che hanno fatto compagnia.
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