
Lo specchio dentro il quale ci confrontiamo noi donne ha proprio una doppia faccia.
Da un lato ci restituisce l’immagine di una donna ormai verso i quaranta che sembra una ragazzina: sport, chirurgia, trucco e cosmetici, ma anche una vita che non ci costringe a zappare la terra come le trisavole che alla nostra età sembravano le nostre nonne; tutto contribuisce a farci sentire (e vedere) come delle ragazzine.
Non è solo un’impressione. Lo siamo davvero.
L’altro lato dello specchio però ci restituisce la realtà. La cruda realtà della natura che, come la peggiore delle traditrici, si presenta inaspettata al cospetto delle tante donne che
rimandano il momento della maternità per un motivo o per l’altro e che scoprono poi quanto questa impresa possa rivelarsi difficile. A volte impossibile.
La convinzione che, in fondo, al giorno d’oggi si facciano facilmente figli anche dopo i quarant’anni è infondata. Sta solo nel nostro cuore – speranzoso - e nella immagine simil-teenager delle quarantenni di oggi.
Le ovaie, però, non subiscono lifting e si svuotano di
ovuli anno dopo anno.
A partire dai 30? No. A questa età una donna è quasi
sull’orlo dell’infertilità e conserva solo il 12% del suo patrimonio di ovuli originario. Solo il 12%.
Francamente resto basita leggendo questi dati pubblicati su
PlosOne. Io ho avuto un figlio a 33 anni. Praticamente la mia maternità, secondo questi scienziati della St.Andrews University, è più simile a un miracolo che a un evento naturale.
A fissare scientificamente l’evidenza del
ticchettio dell’orologio biologico è lo studioso inglese Tom Kelsey, che ha contato il numero di ovuli nelle ovaie di 325 donne di diverse età e ha inserito questi dati in un computer che ha restituito un’idea di come la produzione di ovociti sia diminuita nel tempo. Si tratta, spiegano i ricercatori, del primo vero studio che dimostra come l’orologio biologico sia una realtà non solo psicologica ma fisica e come fare figli sia un’opportunità che la natura offre in un limitato momento della vita. Prendi o lasci.
Quindi la conclusione è: nasciamo con un patrimonio di 450 milioni di ovuli, dei quali sono un paio di milioni riesce a maturarsi durante la vita di una donna, e man mano che gli anni passano il numero di ovuli si riduce drasticamente arrivando al misero 12% dei 30 anni.
Fino al 3% dei 40 anni.
Image The Virgin Mother (Damien Hirst)