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mercoledì 7 maggio 2014

Manovra antisoffocamento (manovra di Heimlich) sui bambini

Manovra di Heimlich, video - Ogni anno in Italia circa 50 bambini muoiono soffocati a causa di un boccone o di un corpo estraneo andando di traverso. Per proteggere i bambini dal pericolo di soffocamento, più elevato per i piccoli della fascia di età compresa tra 12 e 36 mesi, è importante conoscere in che modo bisogna intervenire in caso di soffocamento e come fare le giuste manovre di disostruzione pediatrica, altrimenti nota come Manovra di Heimlich.

Leggi anche Saper soccorrere i bambini: dovremmo impararlo tutti

In occasione della festa della mamma di domenica 11 maggio 2014, l’Associazione Trenta Ore per la Vita regala a tutte le mamme un video-tutorial nel quale Lorella Cuccarini illustra in modo chiaro e semplice le manovre per la disostruzione delle vie aree da corpo estraneo nel lattante e nel bambino

 Le 12 semplici manovre illustrate nel video riguardano il bambino (dal numero 1 al numero 8) e il lattante (dal numero 9 al numero 12) e sono regolate dalle linee guida internazionali in materia.

Il video è stato realizzato in collaborazione con Marco Squicciarini, medico esperto di tecniche di rianimazione di base. 

Ecco il filmato



mercoledì 4 settembre 2013

Quanto ci vuole per adescare un bambino? 90 secondi

Siamo ormai convinte che nostro figlio non seguirebbe mai un estraneo.

Gli abbiamo ripetuto così tante volte che non si parla con gli sconosciuti e meno che mai che li si possa seguire che ormai sembra che possiamo stare tranquille.

Ma un'indagine assolutamente agghiacciante fatta da DayBreak in collaborazione con l'associazione Kidscape dimostra proprio il contrario e che mai possiamo abbassare la guardia e che è bene ribadire ai bambini che gli estranei non vanno seguiti in nessun caso, neanche se hanno una faccia apparentemente inoffensiva e sembrano persone perbene.



Ciò che accade in un parco pubblico inglese è davvero sconcertante: complici i genitori, ben nove bambini tra i 5 e gli 11 anni vengono avvicinati da uno sconosciuto che approccia con una scusa qualsiasi (da "ho perso il cane" a "mi aiuti a cercare mio figlio che gioca a nascondino") e in sette, dico sette, casi su nove i bambini lo seguono senza problemi, allontanandosi dalla zona di sicurezza.

I genitori dei bambini sono rimasti scioccati dalla facilità con la quale i loro figli, ai quali, proprio come facciamo noi con i nostri, avranno ribadito decine e decine di volte che con gli sconosciuti non si deve dare retta. E invece all'attore assoldato da Daybreak sono bastati novanta secondi per convincere quasi tutti i bambini coinvolti nell'esperimento a seguirlo lontano dai genitori.
E nessuno dei bambini sapeva di essere filmato.


Ecco il video che dimostra la facilità con la quale un estraneo può adescare un bambino

mercoledì 3 agosto 2011

Bambini in auto: attenzione alla sicurezza

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha ritenuto indispensabile avviare una campagna di sensibilizzazione, in seguito ai molteplici fatti di cronaca riguardanti l’abbandono di minori in automobili, per informare ed educare le famiglie sui terribili effetti generati da colpi di sole, ipertermie e disidratazione nei soggetti più piccoli. Nell’infanzia, infatti, tali sintomi possono provocare danni devastanti al sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico, risultando spesso mortali.

"In un bambino la temperatura sale da tre a cinque volte più frequentemente che in un adulto" spiega il Dottor Angelo Milazzo, Pediatra del Direttivo Regionale SIPPS "il grado di calore all’interno di un auto può salire di 10-15 gradi ogni 15 minuti, determinando un’ipertermia in soli 20 minuti e la morte anche entro le 2 ore".

Spesso accade che i bambini piccoli vengano lasciati soli in macchina da genitori che vanno a svolgere le loro commissioni quotidiane non portandoli con sé per guadagnare tempo o per lasciarli dormire nel seggiolino dell’auto.

"L’abitudine di lasciare i bambini in macchina, anche se solo per pochi minuti, è una grave forma di incuria." sostiene il Dottor Giuseppe Di Mauro Presidente SIPPS "Specialmente in estate, infatti, la vettura internamente può raggiungere e superare facilmente i 40 gradi, anche in giornate con temperature fresche come 20 gradi. Anche d’ inverno, è comunque rischioso perché i piccini potrebbero entrare nell’abitacolo dell’autovettura, chiudere accidentalmente la portiera dall’interno o restare intrappolati nel bagagliaio."


Più raramente, a causare tale comportamento interviene una sorta di fenomeno di "black-out" dell’attenzione degli adulti, oppure una vera e propria amnesia, per cui i genitori ricordano di aver lasciato il piccolo all’interno della vettura solo a fine giornata o comunque dopo molte ore e questa rappresenta l'evenienza più drammatica, molto spesso letale per il bambino.

In accordo con gli avvertimenti elaborati dal Ministero della Salute, la SIPPS dà alcune raccomandazioni ai genitori per prevenire questo tipo di incidenti:

- poggiare gli oggetti personali del bambino, come pannolini, biberon e pupazzetti sul sedile anteriore in modo da ricordare meglio la presenza del piccolo
- Segnare nel pro-memoria più usuale (agenda, telefonino, computer) ogni avvenuto spostamento o impegno del bambino
- Avvisare l’altro genitore, i nonni, la baby sitter o qualsiasi altro caregivers ogni volta che si verificano cambiamenti nell’accompagnamento del bambino e viceversa da parte dei care givers nei confronti dei genitori
- Chiudere bene le portiere e il bagagliaio di un’auto vuota e conservare le chiavi in un luogo inaccessibile per i piccoli.

lunedì 13 giugno 2011

Se lo ami legalo!

Sulle questioni di sicurezza non transigo. Mio figlio è un bambino impegnativo, chiacchierone, mette sempre la sua parola su tutto e parla dalla mattina alla sera. Mi dice che sono monella e poi che non devo gridare perchè sono una "buona mamma". Mi dice che non si danno le botte ai bambini.
Ogni mattina quando si sveglia sa che deve andare al nido ma mi ripete sempre la stessa, provocatoria, domanda "posso vedere un cartone"? e quando vado a riprenderlo a scuola mi chiede "posso sedermi avanti?".
Nella nostra lunga giornata dico no decine di volte, dico sì altrettante volte, e un pugno di NO decisi. Sono quelli che riguardano la sicurezza.
Non permetto MAI a mio figlio di viaggiare in auto senza che sia seduto sul seggiolino appositamente legato. Ho qualche amica che fa viaggiare i bambini sui seggiolini, ma non li lega. Qualcun altro li fa sedere avanti in braccio. Con me e mio marito non si discute: Roberto viaggia seduto sul seggolino con le cinture. Esattamente come noi.
Leggevo i dati di un recente convegno in materia di sicurezza stradale e ho sorriso leggendo che i bambini, una volta istruiti sulle regole del codice della strada (casco, semafori, cinture) si abituano facilmente e diventano i più severi paladini della sicurezza in famiglia. Mio figlio ne è la dimostrazione: "papà metti il casco", "è rosso, non si passa".
Quando entriamo in macchina lui sa qual'è il suo posto e, anche se a volte fa dei timidi tentativi di boicottaggio, alla fine cede sempre senza grandi capricci.
Questo post aderisce con molto piacere alla campagna 2011 "Se lo ami legalo" organizzata da 4 blog amici: genitoriscrescono, Mammafelice, Farmacia Serra Genova e Veremamme

Siamo genitori e siamo gli unici e diretti responsabili della sicurezza dei nostri bambini. Siamo responsbaili della loro vita e della loro morte e mai, mai dovremmo fare qualcosa che possa metterli in pericolo. Invece sembra che in certi casi ci si dimentica di tutto questo. Il bambino piccia, grida, piange per tutto il viaggio. Certo, è un bambino e fa la sua parte di bambino (incosciente, irresponsabile, inconsapevole), ma voi, voi siete genitori e vi spetta il ruolo degli adulti : responsabili, consapevoli, pazienti, irremovibili quando c'è di mezzo la sicurezza.

giovedì 13 maggio 2010

Saper soccorrere i bambini: dovremmo impararlo tutti

Un bambino di un anno e mezzo è rimasto ucciso, soffocato da un pezzo di pizza che stava mangiando insieme alla mamma. Non so voi, ma io ho spesso paura che qualcosa si incastri nella gola di mio figlio e che io non riesca a toglierlo. La notizia mi ha fatto rabbrividire perché, avendone uno praticamente coetaneo, non riesco a liberarmi dall’immagine dello strazio di questa mamma che tenta di liberare la gola di suo figlio.

Ma come ci si deve comportare in questi casi? Qual è il modo migliore per agire? Si legge ovunque che la calma e la lucidità sono essenziali ma ditelo a una giovane mamma che si vede il figlio soffocare sotto gli occhi.

La cosa più istintiva che verrebbe in mente di fare è mettergli una mano in gola tentando di strapparli via il pezzetto killer. Invece non c’è niente di più sbagliato: infilargli le dita in gola potrebbe contribuire a spingere in giù il pezzo di cibo incastrato.

Quindi l’ideale sarebbe praticare una manovra che si chiama Manovra di Heimlich.
La manovra si esegue così: ci si posiziona dietro la persona unendo le mani sotto lo sterno. Si stringono forte le braccia e questa stretta provoca un aumento della pressione tracheo-bronchiale che può essere sufficiente a spingere fuori l’oggetto che ostruisce la respirazione. Questa procedura è valida per gli adulti, mentre con i bambini si esegue mettendo il piccolo a testa in giù sulle ginocchia, mantenendo la testa ad un’altezza più bassa del torace e tenendo la mandibola. Dopo averlo messo in questa posizione si alternano 5 colpi interscapolari e 5 compressioni addominali.

Questo video spiega meglio delle parole come si pratica la manovra:



All’indomani della tragedia che ha colpito la giovane coppia nel milanese, il Codacons ha chiesto di avviare una campagna di informazione destinata ai papà e alle mamme per aumentare il grado di informazione e sensibilizzazione al problema degli incidenti domestici.
Ma secondo me le campagne di informazione restano spesso lettera morta, soprattutto quando si tratta di cose come questa, quando dobbiamo imparare concretamente a fare una cosa alla quale non siamo abituati e soprattutto allenarci.

Qualche mese fa il telegiornale raccontava di un corso gratuito che si era tenuto a Milano (spero di non sbagliare) al quale avevano partecipato mamme e nonne e che aveva insegnato loro le principali tecniche di intervento in casi come questo. Non sarà l’unico corso di questo tipo che esiste in Italia. Ecco secondo me, invece che in campagne di informazione, il denaro andrebbe speso per finanziare corsi gratuiti nelle Asl o presso gli ospedali e i consultori per insegnare in modo rapido e concreto le più importanti tecniche di pronto soccorso. Ad esempio per contribuire a persone come Marco Squicciarini, medico della Croce Rossa, che gratuitamente va in giro per l’Italia a insegnare alle mamme e alle maestre come si interviene nel modo migliore.

giovedì 6 maggio 2010

L'uovo nell'alimentazione del bambino

Tuo figlio ha dieci mesi, ha assaggiato (e mostrato di gradire o meno) tutti gli alimenti più comuni e lo svezzamento si avvia alla sua conclusione. Tra gli ultimi ingredienti da proporre l’uovo è senz’altro uno dei più preziosi alimenti che abbiamo a disposizione e va consumato un paio di volte alla settimana.

Come si inizia a introdurre l’uovo? Si va per gradi perché l’uovo è un alimento potenzialmente allergenico. Si parte con un cucchiaino del tuorlo e via via si aumenta la quantità fino a proporre anche l’albume. Le prime volte è meglio cucinarlo a la coque, ma non appena il bambino avrà mostrato di gradire e di non essere allergico, la fantasia potrà sbizzarrirsi in cucina e in tavola per farne di tutti i colori. Sode, al la coque oppure fritte: i modi più semplici e rapidi per cucinare le uova sono in genere anche i modi in cui i bambini amano mangiarle. Ma anche l’occhio vuole la sua parte e servirlo tagliato a fettine accompagnato da verdure alla julienne oppure usando tuorlo e albume per creare delle divertenti faccine nel piatto, insieme a carote e zucchine, è un ottimo modo per stimolare l’appetito e il sorriso.

Ma perché l’uovo è così prezioso? Le sue proprietà nutritive sono enormi: prima di tutto è ricco di proteine (l’albume più del tuorlo), complessivamente ne contiene circa 7 grammi, è una preziosa riserva di aminoacidi, che giocano un ruolo essenziale nella formazione dei tessuti, e di grassi monoinsaturi che fanno bene all’organismo. Inoltre l’uovo è ricco di vitamine importantissime per lo sviluppo del bambino, come l’acido folico, la vitamina A e la vitamina B6 e B12, e di altre sostanze preziose come la colina, un elemento che recenti studi confermano essere piuttosto importante per un corretto sviluppo del cervello.

Come scegliere le uova migliori? Se non si ha la fortuna di avere un parente che vive in campagna e che può procurarci uova fresche di giornata provenienti da galline coccolate nell’aia di casa, è importante saper scegliere le uova al banco del supermercato. Le uova devono essere freschissime (sono extra-fresche per nove giorni dalla data di deposizione) e l’etichetta della confezione deve riportare la data di scadenza (che è calcolata aggiungendo 28 giorni alla data di deposizione), il luogo di produzione delle uova e il tipo di mangime utilizzato. Meglio, quindi, scegliere uova di sicura produzione, provenienti da allevamenti dove si utilizzano mangimi biologici e magari di galline allevate a terra e non in batteria.

Come si legge l’etichetta dell’uovo?

lunedì 19 aprile 2010

Parti sicuri: L'Italia è la prima al mondo

L’Italia è al primo posto (sì, avete capito bene: primo posto) nella classifica dei parti sicuri.
Non si tratta della hit parade de noartri ma di una classifica stilata da Christopher Murray dell'Università di Washington di Seattle e pubblicata su The Lancet, la più autorevole rivista scientifica del mondo. Secondo questi esperti, in Italia le donne possono stare tranquille e partorire sicure. Il numero di decessi per parto è il più basso del mondo: non si arriva neanche a 4 ogni 100mila nascite.

Danimarca, Canada e Stati Uniti, invece, non ne escono benissimo: per loro la situazione è in stallo, né più su né più giù, solo che gli altri invece migliorano e quindi, che so, l’Albania supera la Gran Bretagna. Certo, non è tutto oro quel che luccica e abbiamo ancora molte cose su cui lavorare, ma l’Italia fa un figurone, quindi, piazzandosi saldamente al primo posto di una classifica di ben 180 Paesi di tutto il mondo. Maglia nera a tutti questi Paesi dove le mamme sono affette dall’HIV e dove le condizioni igienico-sanitarie sono estremamente carenti, mentre migliora la situazione in Egitto, Cina, Bolivia ed Ecuador.

Il numero di decessi per parto è globalmente sceso, nell’ultimo trentennio, da 500.000 all’anno a 343.000: “ci sono buone ragioni per essere ottimisti”, ha dichiarato il direttore di The Lancet, Richard Horton.
In effetti sembra di sì, ma la resa dei conti si avrà nel 2015 quando si valuterà il raggiungimento di uno degli otto Millenium Development Goals, gli obiettivi di sviluppo fissati dall’ONU: quello di una maggior tutela della salute materna.

Image: Maternità di Klimte

giovedì 26 marzo 2009

Ma non dovremmo proteggerli?


Noi genitori dobbiamo preoccuparci della salute dei nostri figli. Siamo responsabili per loro e per la loro vita.
E’ un assioma dal quale, a parte qualche raro caso da cronaca nera, non si può prescindere.
Per questo resto basita leggendo i dati resi noti che una decina di giorni fa dall’ACI: ogni anno in Italia cinquemila bambini muoiono sulle nostre strade a seguito di un incidente. La colpa è nella maggior parte dei casi del modo assurdo in cui vengono trasportati. Senza cinture, seduti in braccio o su seggiolini inadeguati o montati male.
I numeri fanno davvero rabbrividire: il 40% dei bambini non viaggia seduto sui seggiolini e più del 50% è comunque seduto in maniera inadeguata. I genitori si giustificano dicendo che il bambino sta seduto malvolentieri nel seggiolino o che in fondo il tragitto è così breve oppure che ritiene il seggiolino auto sia uno strumento superfluo. Il fatto è che non hanno poi tutti i torti visto che spesso il seggiolino viene montato male, il libretto d istruzioni è per lo più incomprensibile e la maggior parte dei seggiolini risulta essere poco sicuro e certamente non efficace per difendere il piccolo dagli urti laterali.
Lungi da me il voler giustificare un genitore che trasporta un neonato in braccio seduto sul sedile anteriore, ma a guardare i risultati di questo studio fatto da tutte le ACI europee c’è da riflettere. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti cinquanta modelli di seggiolini (l’elenco con le pagelline lo trovate qui) e i risultati sono stati scoraggianti: solo 2 sono stati ritenuti ottimi, 28 buoni, 15 soddisfacenti e 7 scarsi.
Ad ogni modo, in attesa che arrivino in commercio modelli più sicuri e all’avanguardia dobbiamo necessariamente accontentarci e sistemare il nostro frugoletto sul seggiolino che abbiamo a disposizione. Per sciogliere i dubbi più frequenti sul trasporto di un bambino in auto riporto quando dice la legge.
Tutti i bambini che pesano fino a 36 chili (o che sono alti meno di 1,50) devono viaggiare su seggiolini o adattatori. Esistono 5 tipi di dispositivi che sono omologati alla normativa europea e tutti devono riportare sull’etichetta il codice ECE R44-02 oppure ECE R44-03.
Gruppo 0 (per bambini di peso inferiore ai 10 chili), comprende anche la navetta. Vanno montati in senso contrario a quello di marcia possibilmente sul sedile posteriore o su quello anteriore ma solo se non si ha l’airbag.
Gruppo 0+ (per bambini che pesano fino a 13 chili), offrono una maggiore protezione a gambe e testa.
Gruppo 1 (per bambini tra i 9 e i 18 chili) sono montati nel senso di marcia e devono essere fissati con le cinture di sicurezza dell’auto.
Gruppo 2 (per bambini che pesano tra i 15 e i 21 chili)hanno un dispositivo che in aggiunta alle cinture dell’auto tengono fermo il bambino.
Gruppo 3 (per bambini che pesano dai 22 ai 36 chili) fanno parte di questo gruppo anche gli adattatori che sono dei rialzi che permettono al bambino di viaggiare con le normali cinture di sicurezza in dotazione all’auto

Tutte le indicazioni per viaggiare sicuri e a norma di legge le trovate qui.