Visualizzazione post con etichetta raffreddore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta raffreddore. Mostra tutti i post
giovedì 10 maggio 2012
La febbre e malanni di primavera, come curarli?
Rinovirus ed enterovirus sono particolarmente diffusi in primavera e causano infezioni respiratorie, febbre e diarrea. Gli sbalzi termici possono favorirne la diffusione, soprattutto tra i bambini che frequentano le scuole. In primavera, dunque, può presentarsi una leggera febbre, accompagnata da qualche disturbo delle vie respiratorie.
Come gestirla?
A fare il punto della situazione è Susanna Esposito, Presidente SITIP e Direttore Della UOC Pediatria 1 Clinica presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano: “la febbre può aumentare in condizioni particolari - sforzi fisici, assunzioni di pasti o bevande calde o quando l’ambiente è eccessivamente riscaldato – e per questo va misurata quando il bambino è a riposo da qualche ora, in un ambiente non troppo riscaldato, ma non quando il piccolo si è appena svegliato ed è ancora coperto; questo, infatti, potrebbe portare ad un aumento della temperatura che non corrisponde ad una reale febbre”.
Se la febbre è davvero più alta della norma la si può gestire con il paracetamolo, ma è bene intervenire tempestivamente nei seguenti casi: nei bambini che hanno meno di 3 mesi, per i quali è consigliabile un immediato ricovero per l’elevato rischio di patologia batterica grave; in presenza di sintomi concomitanti quali rigidità nucale o alterazioni dello stato di coscienza, difficoltà respiratoria, difficoltà a bere e/o ad alimentarsi, significativa perdita di peso; se la febbre persiste da sette giorni è bene comunicarlo al pediatra.
La SITIP ha steso le linee guida italiane, che sono entrate a fare parte del Piano Nazionale Linee Guida dell’istituto Superiore di Sanità e che sono disponibili a questo link: http://www.snlg-iss.it/cms/files/LG_SIP_febbre_aggiornamento_2011.pdf.
Nelle linee guida italiane si entra nel dettaglio di come misurare la febbre e di quando trattarla.
Etichette:
diarrea,
febbre,
malattie,
primavera,
raffreddore
mercoledì 25 maggio 2011
Malattie al nido? Sono utili e necessarie!
Il primo anno di asilo nido è stato un incubo. Mio figlio si è ammalato un numero disdicevole di volte e ha portato a casa ceppi virali che credevamo estinti e che hanno colpito anche noi adulti. Un inverno che non finiva mai.
Quest'anno che si sta chiudendo invece è andato molto meglio. Ci siamo fatti l'influenza stagionale e un paio di scoccianti faringiti con tosse e qualche linea di febbre. Abbiamo chiuso proprio la scorsa settimana con la scarlattinetta(altrimenti detta quinta malattia): puntini, febbre, tonsillite. Tutto passato nel giro di tre giorni.
Nonostante le difficoltà legate alle malattie del primo anno di scuola però dobbiamo ricordarci che è proprio in questo modo il sistema immunitario dei bambini si allena, si rinforza e diventa reattivo per gli anni a venire.

Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) ricorda,infatti, che i primi anni di scuola sono i più duri per bambini e genitori, ma la frequenza dei malanni serve a creare una risposta immunitaria duratura e persistente. Un vantaggio che si vedrà negli anni successivi, quando i bambini supereranno indenni i mesi più critici per le malattie (autunno, inverno, primavera).
Piuttosto, precisa Di Mauro, è meglio lasciar fare alla malattia il suo corso e non imbottire il bambino di farmaci: "è importante lasciare all'organismo del bambino e alla natura la risposta migliore alla malattia, garantendo un'alimentazione giusta, ricca in frutta e verdura, uno stile di vita attivo, prevalentemente all'aria aperta e non in ambienti chiusi".
Insomma, sì a curare i bambini con le medicine, ma solo quando queste sono davvero necessarie: i bambini si ammalano ed è un evento del tutto normale e fisiologico e i pediatri non si stancano di ripetere a genitori ansiosi e preoccupati che è importante allenarsi ad avere un “comportamento di attesa, responsabile, legato ai consigli che inevitabilmente il pediatra fornirà”, un comportamento che mette al riparo da un eccessivo ricorso ai farmaci e che favorisce una giusta attenzione ai problemi di salute del bambino.
Fonte: Ansa
Quest'anno che si sta chiudendo invece è andato molto meglio. Ci siamo fatti l'influenza stagionale e un paio di scoccianti faringiti con tosse e qualche linea di febbre. Abbiamo chiuso proprio la scorsa settimana con la scarlattinetta(altrimenti detta quinta malattia): puntini, febbre, tonsillite. Tutto passato nel giro di tre giorni.
Nonostante le difficoltà legate alle malattie del primo anno di scuola però dobbiamo ricordarci che è proprio in questo modo il sistema immunitario dei bambini si allena, si rinforza e diventa reattivo per gli anni a venire.

Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) ricorda,infatti, che i primi anni di scuola sono i più duri per bambini e genitori, ma la frequenza dei malanni serve a creare una risposta immunitaria duratura e persistente. Un vantaggio che si vedrà negli anni successivi, quando i bambini supereranno indenni i mesi più critici per le malattie (autunno, inverno, primavera).
Piuttosto, precisa Di Mauro, è meglio lasciar fare alla malattia il suo corso e non imbottire il bambino di farmaci: "è importante lasciare all'organismo del bambino e alla natura la risposta migliore alla malattia, garantendo un'alimentazione giusta, ricca in frutta e verdura, uno stile di vita attivo, prevalentemente all'aria aperta e non in ambienti chiusi".
Insomma, sì a curare i bambini con le medicine, ma solo quando queste sono davvero necessarie: i bambini si ammalano ed è un evento del tutto normale e fisiologico e i pediatri non si stancano di ripetere a genitori ansiosi e preoccupati che è importante allenarsi ad avere un “comportamento di attesa, responsabile, legato ai consigli che inevitabilmente il pediatra fornirà”, un comportamento che mette al riparo da un eccessivo ricorso ai farmaci e che favorisce una giusta attenzione ai problemi di salute del bambino.
Fonte: Ansa
Etichette:
asilo nido,
farmaci,
influenza,
malattie,
malattie esantematiche,
quinta malattia,
raffreddore,
scarlattinetta,
scuola
giovedì 13 gennaio 2011
Tosse, l’incubo delle mamme. Come si cura?
La tosse nei bambini, come si cura? Domanda da un milione di dollari alla quale ogni mamma risponde a modo proprio, in base alla personale esperienza e alle proprie idee.
Personalmente l’anno scorso nano ha avuto la tosse per tutto l'inverno. Da quando ha iniziato ad andare al nido fino a quando non è arrivata la primavera e ogni volta che andavo dal pediatra chiedendo cosa potevo fare per questa tosse, lui mi rispondeva che dovevo avere pazienza e prima o poi sarebbe passata:
Può sembrare una teoria facilona, ma si è rivelata concreta e quest’anno, al secondo anno di nido, si va alla grande. Poca tosse e quando c’è è talmente stizzosa e faringea che la curo con una supposta di mucolitico e tanta fisiologica.
Come curare febbre e malanni di primavera
Attenzione ai mucolitici, però. L’AIFA li ha vietati sui bambini con meno di due anni. Sciolgono il catarro, ma i bambini non sanno cacciarlo fuori né con la tosse né dal naso, quindi si accumula nelle vie respiratorie e causa una ostruzione ancora peggiore. Effettivamente l’anno scorso il mio pediatra mi ha negato i mucolitici esattamente per queste ragioni: “il bambino non si soffia il naso e non saprebbe come espellere il muco”, mi ha spiegato. Eppure qualche amica mi aveva consigliato mucolitici orali e rettali perché prescritti dai loro pediatri.
Ma cos’è la tosse e come si cura? Innanzitutto la tosse è un meccanismo di difesa. L’organismo cerca di espellere un oggetto estraneo attraverso la tosse quindi se il bambino tossisce e non è raffreddato accertiamoci prima di tutto che non abbia ingerito qualcosa e non affrettiamoci a far passare la tosse che è, invece, un sintomo importante per capire cosa sta accadendo.
Se la tosse è provocata da una malattia da raffreddamento allora si può tentare di alleviare il fastidio perché una cosa è certa:
la tosse non fa dormire, non fa mangiare, non fa giocare.
La sesta malattia
Come alleviare la tosse nei bambini?
Ecco la mia esperienza di mamma:
- sistemare un cuscino sotto al materasso, così dorme con il busto un po’ più eretto e respira meglio;
- aerare la stanza e non far salire la temperatura oltre i 20 gradi: se solo provassimo ad abbassare la temperatura ci accorgeremmo di quanto i piccoli respirino meglio;
- umidificare l’ambiente con delle ciotoline piene d’acqua sui caloriferi o con delle spugne bagnate, mai usare aromi e gocce balsamiche perché possono peggiorare la respirazione;
Malattie al nido, utili e necessarie
- liberare il nasino con la soluzione fisiologica prima di andare a nanna e prima di mangiare;
- se è raffreddato instillare qualche goccina di argento proteinato o di acqua termale che libera il naso;
- farlo bere perchè i liquidi aiutano a sciogliere il catarro: tanta tanta acqua, succhi di frutta e latte caldo;
- un cucchiaino di miele sciolto nel latte:il miele è portentoso secondo me (ma non scopro l’acqua calda) addolcisce la gola infiammata, scioglie il catarro e rafforza le difese immunitarie;
- fare l'aerosol, con sole gocce di fisiologica o con qualche prodotto farmaceutico che deve essere assolutamente prescritto dal pediatra;
- andare al mare se si può: l’aria che si respira vicino al mare è come un aerosol naturale, ricco di iodio e ogni volta che ci andiamo il mio nano libera catarro dal naso e la notte respira meglio;
- avere pazienza: la tosse acuta può passare in capo a qualche giorno, ma se dura da una settimana è importante segnalarlo al pediatra;
- se il piccolo è al primo anno di nido metterci una pietra sopra e aspettare fiduciose la primavera che verrà!
Personalmente l’anno scorso nano ha avuto la tosse per tutto l'inverno. Da quando ha iniziato ad andare al nido fino a quando non è arrivata la primavera e ogni volta che andavo dal pediatra chiedendo cosa potevo fare per questa tosse, lui mi rispondeva che dovevo avere pazienza e prima o poi sarebbe passata:
“arriverà il tepore primaverile e asciugherà tutto il catarro”.
Può sembrare una teoria facilona, ma si è rivelata concreta e quest’anno, al secondo anno di nido, si va alla grande. Poca tosse e quando c’è è talmente stizzosa e faringea che la curo con una supposta di mucolitico e tanta fisiologica.
Come curare febbre e malanni di primavera
Attenzione ai mucolitici, però. L’AIFA li ha vietati sui bambini con meno di due anni. Sciolgono il catarro, ma i bambini non sanno cacciarlo fuori né con la tosse né dal naso, quindi si accumula nelle vie respiratorie e causa una ostruzione ancora peggiore. Effettivamente l’anno scorso il mio pediatra mi ha negato i mucolitici esattamente per queste ragioni: “il bambino non si soffia il naso e non saprebbe come espellere il muco”, mi ha spiegato. Eppure qualche amica mi aveva consigliato mucolitici orali e rettali perché prescritti dai loro pediatri.
Ma cos’è la tosse e come si cura? Innanzitutto la tosse è un meccanismo di difesa. L’organismo cerca di espellere un oggetto estraneo attraverso la tosse quindi se il bambino tossisce e non è raffreddato accertiamoci prima di tutto che non abbia ingerito qualcosa e non affrettiamoci a far passare la tosse che è, invece, un sintomo importante per capire cosa sta accadendo.Se la tosse è provocata da una malattia da raffreddamento allora si può tentare di alleviare il fastidio perché una cosa è certa:
la tosse non fa dormire, non fa mangiare, non fa giocare.
La sesta malattia
Come alleviare la tosse nei bambini?
Ecco la mia esperienza di mamma:
- sistemare un cuscino sotto al materasso, così dorme con il busto un po’ più eretto e respira meglio;
- aerare la stanza e non far salire la temperatura oltre i 20 gradi: se solo provassimo ad abbassare la temperatura ci accorgeremmo di quanto i piccoli respirino meglio;
- umidificare l’ambiente con delle ciotoline piene d’acqua sui caloriferi o con delle spugne bagnate, mai usare aromi e gocce balsamiche perché possono peggiorare la respirazione;
Malattie al nido, utili e necessarie
- liberare il nasino con la soluzione fisiologica prima di andare a nanna e prima di mangiare;
- se è raffreddato instillare qualche goccina di argento proteinato o di acqua termale che libera il naso;
- farlo bere perchè i liquidi aiutano a sciogliere il catarro: tanta tanta acqua, succhi di frutta e latte caldo;
- un cucchiaino di miele sciolto nel latte:il miele è portentoso secondo me (ma non scopro l’acqua calda) addolcisce la gola infiammata, scioglie il catarro e rafforza le difese immunitarie;
- fare l'aerosol, con sole gocce di fisiologica o con qualche prodotto farmaceutico che deve essere assolutamente prescritto dal pediatra;
- andare al mare se si può: l’aria che si respira vicino al mare è come un aerosol naturale, ricco di iodio e ogni volta che ci andiamo il mio nano libera catarro dal naso e la notte respira meglio;
- avere pazienza: la tosse acuta può passare in capo a qualche giorno, ma se dura da una settimana è importante segnalarlo al pediatra;
- se il piccolo è al primo anno di nido metterci una pietra sopra e aspettare fiduciose la primavera che verrà!
Iscriviti a:
Post (Atom)
